Banksy a Venezia: allontanato perché senza permesso di vendita

Banksy a Venezia: allontanato perché senza permesso di vendita

Forse avremmo potuto vedere il volto che si cela dietro il nome Banksy, il più famoso street art dei nostri tempi.

Si, avremmo, perché la sua presenza a Venezia, durante la Biennale è stata testimoniata da un video che Banksy stesso ha fatto girare sul suo profilo instagram. Presenza che, nei giorni scorsi, è stata precedutoa da un murales sulla facciata di una casa veneziana che rappresenta la sagoma di un bambino con salvagente e con in mano un razzo di segnalazione. Una chiara denuncia contro le stragi di migranti nel Mediterraneo.

Nel video si può notare un uomo, con il volto nascosto da un cappello, che sistema un’opera sul cavalletto. A un tratto si avvicinano i vigili urbani che gli chiedono di mostrare loro il permesso per esercitare l’attività di vendita in strada. A risposta negativa, i vigili lo invitano ad andarsene, senza chiedergli i documenti.

Ti starai sicuramente mordendo le mani o tirando i capelli, urlando “Ma come, avevate Banksy dinanzi a voi; avremmo potuto conoscere il suo nome… e invece, per un permesso.. Grr”! E le telecamere di sorveglianza? La ripresa è stata effettuata il giorno 9 maggio e sono state cancellate il 16.

L’uomo senza volto e senza nome è andato via, portando con sé Venice in oil, un’opera composta di più dipinti ad olio che ritraggono una delle Grandi Navi che attraversano il Canale della Giudecca, sfiorando San Marco e Palazzo Ducale. Il titolo richiama sia la tecnica a olio sia l’olio combustibile dei transatlantici che ogni giorno inquinano Venezia.

Una doppia denuncia, quindi: una contro il turismo di massa e l’altra contro l’inquinamento. Non manca certamente un rimprovero agli organizzatori della Biennale che non hanno mai invitato Banksy a esporre le sue opere.

E da ora in poi.. occhi aperti e telecamere accese.

 

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